La riforma del Terzo Settore: un percorso verso il cambiamento

17 Sep , 14 La riforma del Terzo Settore: un percorso verso il cambiamento

Il Governo Renzi ha intrapreso, con il disegno di legge delega approvato il 10 Luglio 2014, un percorso di riforma del Terzo Settore, allo scopo di promuovere la crescita, l’occupazione e lo sviluppo delle attività ad esso connesse, attraverso un riordino della disciplina vigente.

In tale prospettiva, lo scorso 12 Maggio 2014 il Consiglio dei Ministri ha pubblicato e posto in pubblica consultazione le Linee Guida del Terzo Settore le quali illustrano i principali interventi e i relativi ambiti. Il programma di riforma intende garantire un “Welfare partecipativo”, attraverso una riorganizzazione del settore che si ispiri a principi di equità, efficienza e solidarietà sociale, valorizzare il potenziale di crescita e occupazione insito nell’economia sociale e nelle attività svolte dal terzo settore, premiare con adeguati incentivi i comportamenti filantropici della collettività.

Al fine di perseguire tali finalità, la riorganizzazione si muove attraverso i seguenti principi ispiratori:

  • ricostruire le fondamenta giuridiche, definire i confini, separare il grano dal loglio: si intende delineare l’identità del settore non profit, attraverso la definizione di una normativa generale ed organica e delimitare i confini tra le tipologie di enti, attuando una riorganizzazione delle discipline giuridiche specifiche;
  • valorizzare il principio di sussidiarietà verticale e orizzontale: si ricerca una più intensa cooperazione degli enti non profit con pubbliche amministrazioni ed enti commerciali;
  • far decollare l’impresa sociale: si auspica di spingere gli enti non profit verso una gestione più imprenditoriale delle proprie attività;
  • dare stabilità e ampliare le forme di sostegno economico, pubblico e privato, a favore del Terzo Settore, anche contrastando il fenomeno dell’elusione.

Il disegno di legge delega, redatto nel rispetto di tali finalità, descrive gli ambiti di intervento della riforma, vale a dire:

  • riconoscimento e tutela dell’associazionismo e promozione della iniziativa economica privata volta allo svolgimento di attività contraddistinte da finalità non lucrative;
  • riorganizzazione e semplificazione del procedimento per il riconoscimento della personalità giuridica e definizione della disciplina inerente al regime di responsabilità limitata degli enti aventi personalità giuridica;
  • individuazione delle finalità non lucrative e delle attività solidaristiche e di interesse generale che caratterizzano gli enti non profit;
  • attribuzione di una autonomia statutaria maggiore rispetto al passato, al fine di garantire agli enti la libertà necessaria per il pieno perseguimento delle loro finalità;
  • definizione delle forme e modalità di organizzazione e amministrazione degli enti;
  • definizione dei criteri e dei vincoli di strumentalità dell’attività d’impresa rispetto alla realizzazione degli scopi istituzionali e introdurre un regime di contabilità separata finalizzato a distinguere la gestione istituzionale da quella imprenditoriale;
  • individuazione delle specifiche modalità di verifica e controllo dell’attività svolta e delle finalità perseguite, anche istituendo obblighi di controllo interno, rendicontazione, trasparenza e di informazione nei confronti degli associati e dei terzi;
  • definizione delle modalità e dei criteri dell’attività volontaria degli aderenti, nonché i limiti e gli obblighi di pubblicità relativi agli emolumenti e ai compensi spettanti agli organi di controllo e di amministrazione, ai dirigenti e agli associati;
  • promozione di strumenti finalizzati a favorire processi aggregativi, compresa la riorganizzazione del sistema di registrazione degli enti attraverso la previsione di un registro unico del Terzo settore.

 

Stando al disegno di legge delega, ad essere maggiormente oggetto di revisione dovrebbero risultare le normative relative alle imprese sociali, alle ADV e alle APS, nonché alle principali misure fiscali e di sostegno economico agli enti non profit.

 

Si rimane, comunque, in attesa dei decreti attuativi che dovrebbero intervenire entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge delega in esame e che forniranno la definitiva disciplina, probabilmente attraverso la redazione di uno specifico testo unico e/o la modifica del Libro I, Titolo II del codice civile.

 

Per approfondimenti è in uscita un nuovo manuale, dal titolo “La riforma del Terzo Settore”, edito da Maggioli Editore.