La responsabilità sociale nelle organizzazioni non profit

03 May , 13 La responsabilità sociale nelle organizzazioni non profit

Le organizzazioni non profit (ONP), sono contraddistinte dallo svolgimento di un fine istituzionale non lucrativo, ma consistente in compiti assistenziali, culturali, ricreativi, sportivi ecc., di natura ideale e dalla funzione essenziale che rivestono nell’allocazione ottimale di beni e servizi non privati sul mercato, soddisfacendo così i bisogni non appagati dalla pubblica amministrazione e dai privati.

Nelle ONP il complesso di idealità, principi, valori costituisce il loro modo di essere, e non un semplice mezzo per l’accrescimento della reputazione e dell’immagine aziendale.

Per esse la responsabilità sociale d’impresa (RSI) è quasi un dovere: più delle altre devono impegnarsi a perseguire e rendere pubblica la propria missione, concorrere al benessere sociale della collettività e dei singoli, innalzando la qualità della vita, combattendo il disagio, le disuguaglianze, le discriminazioni sociali, promuovendo la giustizia sociale e i diritti delle persone, la ricerca, la cultura, la tutela dell’ambiente11.

Gli interessi economici e l’utilità di chi vi collabora sono da perseguire solo laddove siano subordinati alla realizzazione della missione, le risorse e l’apporto di chi in diverso modo contribuisca all’attività dell’organizzazione devono essere integrati e coordinati in modo efficiente, senza sprechi. La distribuzione delle risorse e delle prestazioni, improntata all’equità, deve essere proporzionale ai bisogni, i donatori e i volontari devono avere adeguato riconoscimento dei loro meriti, i dipendenti e i collaboratori devono essere trattati tenendo conto delle norme vigenti e del loro contributo. Nessuna discriminazione arbitraria deve compiersi tra i beneficiari, i donatori, i volontari, i collaboratori a meno che essa non sia funzionale al perseguimento della missione; occorre evitare che si creino conflitti d’interesse e che si accettino atti di liberalità che potrebbero compromettere l’indipendenza dell’organizzazione.

Le ONP devono, attraverso la redazione e la pubblicizzazione della situazione non solo economico-finanziaria  ma anche sociale, rendere conto agli stakeholders delle proprie attività, delle modalità e dei tempi di attuazione delle molteplici iniziative, della relazione tra le finalità dichiarate e le risorse finanziarie impiegate.

Anche l’attività dell’azienda non profit tende dunque a soddisfare i bisogni e le aspettative dei vari stakeholders, che variano da organizzazione a organizzazione in base all’attività e all’ambiente ma che in generale sono:

  • Soggetto promotore e successivi associati: il primo costituisce e governa l’azienda, i secondi rappresentano lo slancio innovatore che fa evolvere l’azienda. Hanno attese di stima e appagamento dei bisogni altrui;
  • collaboratori, sia retribuiti che volontari. I soggetti remunerati di una non profit, rispetto a quelli di un ente lucrativo, prediligono ai salari elevati un ambiente di lavoro sereno e non opprimente, condizioni di lavoro appaganti, condivisione dei valori aziendali. I volontari, che sono mossi esclusivamente da ideali e valori etici, si attendono dall’impresa che sappia esserne attento promotore;
  • clienti-utenti, a cui l’organizzazione apporta un beneficio diretto o indiretto. Se l’ONP produce beni e servizi vendibili al pubblico, il cliente diviene stakeholder essenziale perchè si attende alta qualità oltre a risultati rilevanti a livello etico-sociale;
  • altri interlocutori che apportano risorse umane, finanziarie, naturali. Il capitale, mai conferito in una ONP con interesse alla sua remunerazione può provenire oltre che dalle tradizionali banche anche dalle Banche Etiche (che applicano tassi di interesse più bassi del mercato a favore delle imprese che si occupano di attività socialmente utili), dai donatori privati e dalla pubblica amministrazione, che finanzia le iniziative sociali meritevoli12. L’organizzazione deve dare modo di verificare le modalità e l’entità dell’uso diretto e indiretto di risorse e cercare di impiegarle al meglio per garantirsi il facile reperimento di esse anche in futuro.

Nelle ONP dall’assetto organizzativo dipende la composizione degli stakeholders: per ciascuna categoria di ONP, si ravvisano diversi portatori di interessi.

1        Nelle associazioni riconosciute come nelle non riconosciute l’esigenza primaria è la soddisfazione dei suoi membri, così che appare difficile la chiara ripartizione tra stakeholder interni ed esterni.

2        Nei comitati, gli stakeholder principali sono coloro che aderiscono al programma presentato dal comitato e i componenti del comitaton.

3        Nelle fondazioni si riscontra un’eterogeneità di stakeholder : donatori, gestori esterni, beneficiari

4        Nelle altre ONP il tratto distintivo deriva dai beneficiari delle erogazioni e dalle modalità di raccolta dei finanziamenti.

Poiché svariati sono gli stakeholders e molto dissimili le loro competenze tecniche, le conoscenze scientifiche e la cultura, essi necessitano di informazioni e canali di comunicazione differenti, non di un’unica strategia di comunicazione.

Accanto agli obiettivi comunicazionali, si colloca l’esigenza di controllare e valutare la buona riuscita delle iniziative sociali e ambientali, per poter eventualmente correggere e migliorare.

Solo attraverso un confronto che sia un incontro e un dialogo, solo per mezzo di una disinteressata e rispettosa attenzione per l’altro e il diverso,  si superano gli interessi contrapposti e si recupera quel senso comune che oggi più che mai appare una necessità irrinunciabile del modo d’essere di tutte le  organizzazioni e delle non profit in particolare.



                       11  Monatti e Monaci, 1998

                       12  Tali soggetti sono mossi dall’idea che con le loro contribuiscano al miglioramento della società.

                       13  Sono dunque i promotori e gli organizzatori

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