La costituzione di una Fondazione di Partecipazione

10 Feb , 13 La costituzione di una Fondazione di Partecipazione

L’evoluzione in corso nella società e l’esigenza di offrire ai privati la possibilità di avvicinarsi al mondo del non profit, hanno spinto i giuristi ad elaborare nuove figure per la realizzazione di finalità di utilità sociale. Una delle più interessanti è certamente quella della Fondazione di Partecipazione (F.d.P.). Frutto dell’unione tra l’istituto della fondazione tradizionale e quello dell’associazione, come definite dal codice civile, ne emerge un sistema in cui il patrimonio da destinare allo scopo individuato dai fondatori è dato dall’insieme degli apporti dei soci fondatori stessi.

Per dar vita ad una F.d.P la procedura è analoga a quella di una fondazione tradizionale, con la differenza che quest’ultima è originata da solo fondatore che dona in una volta sola l’intero patrimonio della stessa, mentre nella la F.d.P. si hanno una pluralità di fondatori, che partecipano all’atto di fondazione con modalità di intervento stabilite dall’atto costitutivo.

Inoltre la sua struttura è aperta, cioè possono essere ammessi nuovi soci, sempre nel rispetto dei vincoli statutari e condividendone le finalità non lucrative e di pubblica utilità.

Ecco i passi fondamentali da compiere per far nascere una F.d.P.

Il primo step è la stipula dell’atto costitutivo, manifestazione della volontà di creare l’ente.

L’atto costitutivo va redatto in forma pubblica, ovvero dinanzi ad un notaio e deve contenere gli elementi previsti dall’art. 16 c.c. Ad esso si allega lo statuto, che comprende l’insieme delle regole che disciplinano la vita dell’ente e le relazioni tra organi interni ed ambiente esterno. Occorre poi:

  1. Richiedere il codice fiscale (mod. AA5/6) ed eventualmente la partita iva (mod. AA9/10) se si intende svolgere anche attività commerciale.
  2. Richiedere il riconoscimento della personalità giuridica, alla Regione o alla Prefettura.

La caratteristica qualificante della F.d.P, è la presenza, a fianco della struttura essenziale (patrimonio, fondatore, consiglio di amministrazione), di soggetti (sostenitori, partecipanti o simili), spesso riuniti in una vera e propria assemblea; essi, condividendo gli scopi originari dell’ente, partecipano alla loro realizzazione mediante l’apporto di operatività e di capitali.

A comporre la struttura associativa possono essere chiamate diverse categorie di soci: fondatori (privati, aziende o Enti finanziatori, che contribuiscono in modo significativo a dotare la F.d.P. dei mezzi necessari al raggiungimento degli scopi prefissati), partecipanti sostenitori (persone fisiche o giuridiche, pubbliche o private, che contribuiscono alla vita e alla realizzazione degli obiettivi della fondazione mediante contributi in denaro, con un’attività, anche professionale, o con l’attribuzione di beni materiali o immateriali), partecipanti donatori (persone fisiche o giuridiche, singole o associate, pubbliche o private ed enti che donano beni materiali o immateriali o altre utilità impiegabili per il funzionamento della fondazione).

Della struttura possono far parte anche lo Stato, le Regioni, Enti pubblici e privati, con diritto di nominare i loro rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione, secondo le disposizioni contenute nello statuto. Ciò spesso risulta strategico in quanto la F.d.P. attribuisce all’ente pubblico una serie di poteri, quali l’indirizzo e il controllo, con il vantaggio di poter operare con strumenti tipici privatistici, attribuendo maggiore elasticità alla struttura ed efficacia alla gestione.

La struttura organizzativa e i poteri degli organi possono essere definiti in maniera discrezionale. Solitamente si hanno:

  • Consiglio di Amministrazione: delibera sugli atti essenziali della vita della fondazione ed è formato da rappresentanti eletti da tutti i soci; decide sull’ammissione di nuovi fondatori, determinando l’entità della partecipazione al fondo di dotazione, delibera sulle modifiche dello statuto, comprese le proposte di scioglimento e devoluzione del patrimonio, approva il bilancio d’esercizio e svolge gli altri compiti statutariamente definiti;
  • Assemblea di partecipazione: se prevista, è formata dai partecipanti donatori e sostenitori, con funzioni consultive e propositive rispetto al CdA;
  • Collegio dei fondatori: è composto dai soci fondatori ed ha il compito di deliberare su alcuni atti essenziali alla vita dell’ente, nomina il Consiglio di Amministrazione, elegge il Presidente e Vice Presidente (con il consenso unanime dei fondatori);
  • Presidente della fondazione: è il legale rappresentante dell’ente;
  • Collegio dei revisori: assicura la regolare tenuta della contabilità e dei flussi finanziari della fondazione;
  • Organo di Sorveglianza: se nominato, controlla l’aderenza dell’operato della fondazione alla legge, allo statuto e al pubblico interesse e può censurare gli atti contrari agli scopi definiti nell’atto costitutivo; è composto solo da rappresentanti degli Enti Territoriali o di altri Enti Pubblici.

Il patrimonio si articola di solito in due “parti”:

  1. Fondo di dotazione: è composto dai conferimenti iniziali e dai beni successivamente ad esso destinati. È vincolato alla destinazione statutariamente prevista.
  2. Fondo di gestione: è destinato alla gestione corrente dell’ente ed è composto dagli avanzi di gestione, dai contributi ricevuti non specificamente vincolati, dalle rendite patrimoniali e dai ricavi delle attività istituzionali.

Per un ulteriore approfondimento in materia di FdP si veda Rivista Non Profit Oggi n. 1/2012.

 

4 Commenti

  1. Carlo /

    Buonasera e grazie per le informazioni molto esaustive e semplici alla comprensione. Domanda:
    seguo con attenzione l’evoluzione della FdP ritenendolo uno strumento utile per le associazioni di persone, mi chiedevo però per un gruppo di persone che ha già avuto esperienze di gestione in associazioni no profit con bilanci molto modesti potrebbe essere fattibile o irrealizzabile la costituzione di una fdp modesta (tipo a carattere regionale) e se i meccanismi di funzionamento quotidiano della fondazione siano molto diversi da quelli di una associazione di promozione sociale.
    Grazie per l’attenzione.
    Carlo

    • Manila Antomarioni

      Salve Carlo,
      la costituzione di una FdP non è cosa irrealizzabile per gruppi di persone con esperienze nel mondo non profit. In effetti non ci sono differenze sostanziali nella gestione del quotidiano. Ciò che va segnalato è che il patrimonio richiesto per la costituzione della FdP (come di una fondazione tradizionale) è la congruità rispetto allo scopo da perseguire. Se viene richiesta la personalità giuridica a livello regionale (perchè la FdP opera in una sola regione, o nelle materie assegnate alla competenza regionale), in molti casi le regioni richiedono un patrimonio minimo (che, ad esempio, nella regione Marche è di 30.000 euro).
      Saluti,
      Manila Antomarioni

  2. michela /

    vorrei sapere quale è il patrimonio minimo necessario per la costituzione di una fondazione di partecipazione e con quale criterio si decide la iscrizione alla Prefettura o alla Regione (in questo caso la regione Lombardia.
    cordiali saluti

    • Manila Antomarioni

      Buongiorno Michela,
      in realtà la regola generale è che il patrimonio deve essere congruo allo scopo che si vuole realizzare.
      La scelta tra l’iscrizione al registro delle persone giuridiche nazionale (prefettura) o regionale dipende dal tipo di attività che la fondazione andrà a svolgere. Se infatti si opera in una delle materie che lo Stato ha rimesso alla competenza regionale, la richiesta di riconoscimento va fatta in Regione. Viceversa in Prefettura. é possibile procedere direttamente con la Prefettura se la fondazione intende comunque operare su tutto il territorio nazionale.
      Mentre la prefettura non chiede un patrimonio minimo, è possibile che la Regione, al contrario lo faccia. Ad esempio nelle Marche il patrimonio minimo è di 30.000 euro… ma questo varia su base regionale.
      saluti,
      Manila Antomarioni

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