La gestione dei volontari: formazione e incentivazione & valutazione e controllo

01 Feb , 13 La gestione dei volontari: formazione e incentivazione & valutazione e controllo

Formazione e incentivazione

 

Il momento dell’introduzione del volontario in ambiente lavorativo è un momento molto importante, perché incide fortemente sulla valutazione dell’ente da parte del volontario stesso.

Le impressioni avute dal soggetto in quel momento sono determinanti nel proseguire nella propria scelta o rinunciarvi.

È importante, quindi, che il volontario sia introdotto nell’ente da personale competente, in grado di illustrare i compiti richiesti, di offrire un sostegno psicologico e di trasmettere entusiasmo e senso di appartenenza.

Si rende necessario attribuire al volontario compiti sempre nuovi, al fine di tenerne sempre alto l’interesse, assistendolo, per quanto possibile, nello svolgimento degli stessi. Ciò agevola lo sviluppo nel volontario della convinzione e della soddisfazione di star percorrendo un iter formativo ad ampio raggio.

L’affiancamento da parte di personale dipendente, cioè la formazione interna, consente di realizzare il duplice obiettivo dell’addestramento e della socializzazione. Per questo va senz’altro favorita. Ciò non toglie che si debba, ove possibile, anche ricorrere alla formazione esterna, magari facendo partecipare ai corsi sia dipendenti che volontari.

La consapevolezza di star procedendo lungo un percorso formativo che consente di rendersi sempre più utili alla organizzazione è elemento di soddisfazione in sé e senz’altro elemento di incentivazione a permanere nell’ente.

Il riconoscimento da parte dei colleghi e la gratitudine dei soggetti per cui si opera sono peraltro elementi focali di incentivazione.

La prospettiva di poter assumere ruoli di maggior rilievo, sebbene sempre a livello di volontariato, nell’organizzazione può felicemente completare il quadro di incentivazione.

 

Valutazione e controllo

 

I volontari non sono dispensati dal controllo e dalla valutazione del lavoro svolto che, normalmente, riguarda i dipendenti.

La valutazione delle performance dell’ente è, infatti, prevalentemente valutazione delle performance dei lavoratori, volontari o dipendenti che siano.

Per l’utente non fa certo distinzione se il servizio di cui ha usufruito è stato prestato da un appartenente all’una o all’altra categoria di lavoratori.

Lo stile partecipativo su si regge l’organizzazione di un ente non profit impone prevalentemente il ricorso all’autocontrollo e al controllo sociale, mentre meccanismi di valutazione e controllo “esterno” possono risultare non efficaci.

Ciò non toglie che si debba procedere a meccanismi anche standardizzati di indagine presso l’utenza volti ad accertare la qualità delle prestazioni dei volontari. I risultati, tuttavia, devono essere visti e utilizzati come strumento per orientare l’organizzazione verso la correzione degli errori e il miglioramento delle prestazioni e non come strumento di valutazione personale dei lavoratori in senso stretto. Ciò farebbe venir meno il senso di gruppo e lascerebbe insoddisfatte le aspettative di molti volontari.

 

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